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YOMER


Il progetto solista parte dal bisogno di fare qualcosa di nuovo. In italiano. Senza urlare. Dopo anni passati nel metal avevo voglia di concentrarmi su i testi e provare a comunicare i miei pensieri che spesso sono solo ammassi di paure, insicurezze, rimpianti e battute alle quali rido solo io. Si può definire una ricerca cantautorale, o forse è solo un altro modo di raccontare storie.

Dopo un inizio completamente solista, in cui ho imparato ad usare ableton e composto canzoni attraverso il computer, ho avuto la fortuna di riuscire a convincere sia Dario Mongelli sia Fabio Sforza ad aiutarmi, rispettivamente chitarra e arrangiamenti e batteria e produzione artistica. Con il loro sostegno il progetto ha subito un’evoluzione insperata. Siamo diventati una specie di piccola band. Un trio che si diverte a suonare in giro e portare questa musica in locali che forse volevano solo divertirsi e invece arriviamo noi a far ridere e piangere contemporaneamente.

Credo che in quest’epoca di soluzioni facili e testi immediatamente memorizzabili, fare il completo opposto e inondare le orecchie degli ascoltatori con migliaia di parole e concetti sia un atto di ribellione. O di fiducia. O forse è solo un modo per rompere il cazzo e io adoro essere fastidioso.

Non so dove potrò mai arrivare ma già solo sapere che qualcuno possa prendersi del tempo per ascoltarmi è una grande soddisfazione.
Se poi piace anche, è grasso che cola.

Video musicali

Chandler Bing
Diretto e disegnato da Francesca Centonze

C’è voluto molto tempo per questo video, ma ne è valsa la pena. La prima cosa che ho notato quando mi sono trasferito a Vienna nel 2013, erano i solchi lasciati dalle case abbattute sulle case ancora in piedi. Una traccia di un’unione, a segnare che certe cose possono crollare ma i segni ce li portiamo dietro per sempre. Così ho pensato a tutte le persone con cui ero collegato e mi sembrava si potesse restare attaccati per sempre e invece no, qualcosa accade e si deve andare avanti portando una serie sempre più numerosa di solchi addosso. Il video parte da qui, da quello che facciamo quando manca qualcosa. Come usiamo l’immaginazione, come riempiamo gli spazi vuoti. Io lo faccio con le parole, la musica e tante lacrime.
Vegetariano
Realizzato con Insane Eugene e Matteo Vegetti.

Poco dopo le riprese del primo video ho invitato a casa mia tre ragazzi conosciuti per caso su internet. Invitare persone che volevo diventassero mie amiche era una cosa che facevo spesso prima del Covid. L’unica premessa era “giriamo qualcosa di malato”. L’idea di evocare un demone per smettere di essere vegetariano mi venne molto tempo prima ma poi, vedendo Timballo, fu chiaro che solo lui poteva essere il demone. Anche qua molto cose non andarano bene al primo colpo. La canzone mi rendeva insicuro. Ero troppo amareggiato, cattivo senza motivo. Sono dovuto andare in psicanalisi per risolvere parte dei miei traumi passati e ora ascolto questa canzone e le voglio bene, come vuoi bene a un figlio che sai che fa solo stronzate. Per molto tempo non si trovava nessuno in grado di portare a termine il montaggio finché non sono stato salvato da Matteo Vegetti che si è messo dietro e ha finito un progetto altrimenti destinato a diventare inutilizzato. Mi piace mostrare questo altro aspetto della mia musica. Più ruvido. Aggressivo. Violento. Si sentono ancora le influenze del passato metallaro specie in come uso la voce. L’intro del brano, lo scrissi improvvisando note a caso insieme a mio padre per mostrargli come funzionava il software con cui scrivevo i pezzi. Mi piace ricordare quel momento.
Pilgramgasse
Diretto da Francesca Centonze con Felix Lenz e Ermanno Zanella

Una canzone che sessualizza una fermata della metropolitana. Volevo solo divertirmi e creare qualcosa di esuberante insieme ai miei amici. Io, che mi vesto solo di nero e vado a dormire prima delle 22. Girare questo video mi ha fatto bene, scrivere questa canzone anche. La prima volta in tedesco non si scorda mai. Sono molto deluso dalla risposta delle Wienerlinien che hanno ignorato il brano e ancora non mi hanno dedicato un’ala nella fermata più volte menzionata.

L’immutabilità dell’essere stronzo.
Diretto da Francesca Centonze con Matteo Vegetti.

Il primo video volevo fosse speciale e c’è voluto un po’ per scriverlo. Volevo raccogliere una marea di idee e l’unica che adesso dopo un anno ancora mi piace è quella dove mi lavo i denti con la Nutella. È stato un lavoraccio e forse è per questo che non ho più avuto voglia di saltare così tanto davanti a una videocamera. Francesca, la regista, è stata fantastica e la ringrazierò sempre per l’aiuto e per il talento dimostrato. 
Concerto per convincere la mamma del mio amico Nicola finalmente a darmela.
Diretto da Giordano Di Stasio e Amedeo Sartori.
Con Laura Trentini, Dario Mongelli e Fabio Sforza.


In pratica volevo fare un video per far vedere cosa succede dal vivo, ma registrare un live con sole tre persone che se la suonano mi sembrava molto noioso. Così ho chiamato Laura, la mamma del mio amico Nicola, e le ho chiesto di partecipare. Lei ha risposto “ma vai a fanculo scemo”, perché lei mi dice sempre le cose in faccia, ma alla fine ha accettato e il risultato è davvero soddisfacente. La storia d’amore tra me e Laura dura da decenni e penso sia l’unica donna nella mia vita che non mi ha mai illuso. Anzi. Sapere poi di disgustare il mio amico Nicola grazie a questo amore è davvero una grande soddisfazione.
Pupetta.

Questa vuole essere una poesia dedicata a mia nonna e alla sua malattia, perché mi piace scherzare su tutto specialmente sulle cose che mi distruggono tipo vedere mia nonna decadere a causa di un male incurabile.

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